Domenica 22 Marzo l’équipe di RASA ha avuto il piacere di organizzare un incontro di sensibilizzazione sui problemi legati alla malnutrizione insieme allo Chef Coutumier (Chef della tradizione) del quartiere. Il nostro proposito era quello di informare la popolazione sull’avvio dell’attività gratuita di misurazione e depistaggio dei casi di malunitrizione infantile, sensibilizzazione ed educazione nutrizionale alle donne/madri che tutti i martedi e giovedi viene svolta presso l’infermeria di ICCV, sviluppata all’interno del progetto grazie all’aiuto del consulente medico nutrizionista di Tamat, dott. Carlo Romagnoli.

Lo Chef Coutumier è una figura arcaica originaria delle società ancestrali africane. In generale, ogni Chef è depositario della storia del gruppo etnico a cui è legato per dinastia. Il suo ruolo è un connubio fra potere divino e terreno. Infatti è a lui che è conferito l’incarico di compiere i rituali sacri, come anche di garantire la mediazione in caso di conflitto tra i membri della comunità. La sua autorità deriva dal legame di appartenenza con gli antenati. Riveste per questo un ruolo chiave all’interno della comunità e il suo coinvolgimento è essenziale per attivarne le risorse.

Nel primo pomeriggio, proprio a casa dello Chef Coutumier del quartiere di Cissin, si è svolto l’incontro aperto con la popolazione. All’appello erano presenti in molti, mamme, tanti bambini e persino qualche uomo. L’intervento di Carlo ha attirato l’interesse dei partecipanti sulle attività offerte da RASA e sui problemi legate alla malnutrizione. Madame Bouda, una delle infermiere, ha spiegato in lingua locale le attività e i presupposti per una sana nutrizione. L’autorevolezza e la conoscenza della comunità da parte dello Chef Coutumier ha reso possibile trattare gli argomenti in maniera facile e diretta garantendone la comprensione e la divulgabilità. In ultima analisi, agli occhi della popolazione la giornata ha rappresentato un momento di condivisione al fine di mirare a un benessere collettivo e partecipato. L’incontro si è concluso pieno di buoni propositi da parte di tutti con la speranza e l’augurio che possano realizzarsi pienamente durante il progetto.

Approfittiamo di questo articolo per ringraziare calorosamente Carlo, che è al termine del suo percorso con noi e che tra poco rientrerà in Italia: senza la sua perseveranza e dedizione, senza il suo interesse per le dinamiche e le tradizioni locali, la cui comprensione è alla base di un’azione che voglia essere davvero comunitaria, tutto questo non sarebbe stato possibile.