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L’attentato terroristico del 15 gennaio (29 morti ufficiali) ha collocato il Burkina Faso in prima linea tra i Paesi vittime del terrorismo di matrice islamica. La “terra degli uomini integri” è una realtà dove non ci sono mai stati conflitti religiosi e la convivenza pacifica fa parte della storia di questo Paese. Una popolazione che partecipa attivamente alla vita politica e civile, e che ricerca con costanza percorsi democratici autonomi.

L’Ambasciatore d’Italia, Alfonso Di Riso, residente nella confinante Costa d’Avorio, ha portato le condoglianze del governo italiano alle autorità burkinabé ed ha incontrato Gaetano Santomenna, il proprietario italiano del ristorante “Cappucino” dove i terroristi hanno ucciso, tra gli altri, sua moglie e suo figlio di 9 anni.

Durante il suo soggiorno a Ougadougou l’Ambasciatore ha visitato le istallazioni del progetto RASA – Rete d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare che stiamo realizzando a Cissin, quartiere povero della capitale. Ha visitato la boutique di prodotti agricoli a km-0 e ha gustato le pietanze della “la jardinière”, il ristorante comunitario di RASA. L’Ambasciatore ha molto apprezzato le finalità e le realizzazioni del progetto e si è complimentato con i gestori di ICCV-Nazemce, il nostro partner burkinabé, auspicando un proseguimento delle attività di progetto al quale non farà mancare il suo appoggio personale.

Dopo la visita dell’Ambasciatore italiano al quartiere di Cissin, la vita continua a Ougadougou, la tristezza e la rabbia per l’attentato viene canalizzata in attività a favore della popolazione, soprattutto la più povera. La solidarietà attiva che Tamat vuole offrire al Burkina Faso è quella di continuare a lavorare insieme sul campo e d’incrementare la sensibilizzazione della popolazione italiana sulle problematiche della cooperazione internazionale e dello sviluppo del Burkina Faso e di tutti i Paesi del Sahel.

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